Prevenzione della Corruzione

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Piano prevenzione della corruzione programma trasparenza integrità

La legge 190/2012 ha introdotto nell’ordinamento italiano un sistema organico di prevenzione della corruzione al fine di valorizzare i principi fondamentali di uno Stato democratico quali: eguaglianza, trasparenza, fiducia nelle Istituzioni, legalità e imparzialità dell’azione degli apparati pubblici. Sul piano operativo, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha redatto il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) per indirizzare le amministrazioni pubbliche nella prima predisposizione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.).

Sulla base dei riferimenti normativi e operativi, il Comune di Cecina, tenuto conto del proprio contesto interno e della peculiarità delle sue funzioni, a partire dal 2014 ha redatto il P.T.P.C., quale strumento per sistematizzare il processo finalizzato ad una strategia di prevenzione della corruzione.

La legge 190 del 06.11.2012  prevede infatti che ogni amministrazione pubblica predisponga un Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione- PTPC , del quale costituisce parte integrante, il Programma Triennale per la trasparenza e l’Integrità, aggiornati annualmente.

Entrambi i piani sono oggetto di aggiornamento entro il 31/01 di ogni anno.  A tal fine i cittadini o altre forme di organizzazioni portatrici di interessi collettivi, la RSU e le OO.SS. territoriali, possono presentare eventuali proposte e/o osservazioni di cui l’amministrazione potrà tener conto in sede di aggiornamento dei Piani.

I risultati della consultazione saranno valutati in sede di stesura definitiva del documento. 

Il PTPC deve, infatti, considerarsi un documento dinamico che, alla luce dell’esperienza maturata e delle difficoltà manifestate sia orientato all’adeguamento dell’attività dell'ente ai principi di legge favorendo, quindi, l’implementazione di un modello organizzativo improntato ai principi dell’etica e dell’integrità.

formazione in materia di anticorruzione 15-16 giugno 2015

Data di rimozione del documento dalla visione pubblica: 01/01/2021

controllo successivo di regolarità amministrativa

L’art.147 bis del Dlgs. 267/2001, introdotto dall'art. 3, comma 1, lettera d), legge n. 213 del 2012 al comma 2 ha previsto una forma di  controllo di regolarità amministrativa e in fase successiva, secondo principi generali di revisione aziendale e modalità definite nell'ambito dell'autonomia organizzativa dell'ente, sotto la direzione del segretario, in base alla normativa vigente. Sono soggette al controllo le determinazioni di impegno di spesa, gli atti di accertamento di entrata, gli atti di liquidazione della spesa, i contratti e gli altri atti amministrativi, scelti secondo una selezione casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento.

Il Regolamento comunale sul sistema dei controlli interni, predisposto in forza dell’art.3 comma 2 del DL 174/2012 conv. in L.213/2012, è stato approvato con deliberazione consiliare n. 3/2013 e all’art. 5 prevede in particolare che  “ Il controllo successivo di regolarità amministrativa è espletato dal Segretario Generale, che si avvale di un ufficio di staff …. preposto a svolgere tutta l’attività istruttoria propedeutica all’espletamento del controllo …..”

Relativamente alla metodologia del controllo l’art. 6 del suddetto regolamento espressamente prevede :

  1. “Il controllo successivo venga organizzato sulla base di un programma annuale ……; tale programma deve prevedere almeno due sessioni in cui l’organo deputato al controllo seleziona con metodo casuale gli atti da sottoporre al controllo.
  2. Il controllo deve riguardare un numero non inferiore al 5% da determinare concretamente in riferimento anche al numero medio annuale rilevato per ciascun tipo di atto.
  3. Per ciascun atto assoggettato a controllo deve essere effettuata una prima verifica della completezza delle fasi procedimentali cui segue un vero e proprio esame di conformità.
  4. La verifica dell’atto è effettuata in relazione agli elementi della competenza, conformità alla legge (elemento che ricomprende in sé anche la verifica di conformità alle fonti di rango inferiore, oltre che alle discipline interne ed alle prassi consolidate) e dell’eccesso di potere, quest’ultimo sulla base degli elementi sintomatici ritenuti rilevanti dalla giurisprudenza.
  5. I vizi di legittimità rilevati vengono comunque segnalati al termine del procedimento ai vari soggetti destinatari del referto di controllo previsti dalla legge e dal presente regolamento.
  6. Le indicazioni orientate al ritiro dell’atto controllato, ovvero alla sua modifica o integrazione nell'ambito dell'autotutela, saranno impartite solo qualora l’atto si riveli potenzialmente dannoso per l’amministrazione o per i terzi.
  7. Tendenzialmente dovrà essere evitato il ricorso all’autotutela qualora lo scostamento dell’atto controllato dagli schemi precostituiti si riveli solo ed esclusivamente di natura formale”

Con provvedimento del segretario n. 82/2013 il Segretario ha individuato la struttura operativa preposta al controllo successivo nelle seguenti riferibilità soggettive:

  • dott.ssa Alessandra Cheli – Dirigente del Settore Segreteria Amministrativa,
  • dott. Eugenio Stefanini – Dirigente del Settore Gestione Risorse,
  • dott.ssa Daniela Galluzzi – funzionario del Settore Attività Legali,

 

Il controllo è funzionalmente diretto ad incentivare un’azione sinergica tra chi effettua il controllo e i responsabili dei settori interessati, nonché a far progredire la qualità e dell’attività e dei procedimenti amministrativi e prevenire eventuali irregolarità, per la miglior tutela dell’interesse pubblico e verterà principalmente sulla verifica della conformità degli atti e del loro contenuto a specifici indicatori, da misurarsi secondo una griglia predefinita, e interessa le seguenti tipologie di atti:

  • Determinazioni dei responsabili di settore
  • Contratti
  • Ordinanze dirigenziali

Così come previsto dagli artt. 5 e 6 del Regolamento sul sistema dei controlli interni il gruppo di lavoro procede al controllo di una percentuale del 5% per ciascuna tipologia di atti e in ogni caso dovrà essere assicurato il controllo su almeno il 5% degli atti prodotti da ciascun Responsabile di settore e U.O. per ogni singola tipologia suindicata.

Ciascun componente del gruppo di lavoro si asterrà dall’esame degli atti riferiti al proprio ambito di attività.

indicatori:

1. Competenza (requisiti soggettivi del soggetto che emana l’atto) - Imparzialità assenza conflitti di interesse

2. Rispetto delle norme di legge e di regolamenti: la legittimità dell’atto e la conformità formale e

sostanziale all’ordinamento della volontà amministrativa perseguita, della procedura

amministrativa adottata e degli atti amministrativi resi efficaci.

3. coerenza con gli atti di indirizzo dell’amministrazione la correlazione tra le linee generali programmatiche e di governo stabilite dagli organi amministrativi e le azioni adottate e gli obiettivi da conseguirsi e conseguiti.

4. rispetto della programmazione economico-finanziaria

5. rispetto dei requisiti di carattere specifico dell’atto -regolarità delle procedure (scelta del contraente , beneficiario MEPA, CONSIP, CIG ecc) la conformità del procedimento adottato ai principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa. In caso di affidamenti, la conformità anche ai principi libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità.

6. rispetto dei tempi del procedimento il completamento del procedimento mediante l’adozione del provvedimento finale entro i termini temporali stabiliti dalle disposizioni di riferimento

7. Il rispetto degli obblighi derivanti dalle norme in materia di trasparenza e privacy

8. Rispetto modalità procedurali interne

Relativamente alle modalità di selezione degli atti da sottoporsi a controllo la stessa è effettuata mediante estrazione manuale delle determinazioni contraddistinte da numerazione nel sistema SCAP, nel Registro (data base informatico) delle ordinanze dirigenziali, nel Repertorio e nel Registro (cartacei) dei contratti, comprensivo delle concessioni cimiteriali, per il periodo di riferimento.