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IL MUSEO ARCHEOLOGICO COMUNALE La prima sala accoglie le testimonianze relative alle più antiche presenze umane: strumenti litici del paleolitico inferiore, medio e superiore provenienti da Bibbona, Cecina, Castagneto Carducci. La scarsa documentazione di età neolitica, un eccezionale complesso eneolitico, probabilmente un corredo tombale proveniente da Guardistallo. L’apparato didattico di questa prima sala illustra gli insediamenti dell’età del bronzo, la cui documentazione è purtroppo ancora molto frammentaria e, in alcuni casi, incerta. La seconda sala ospita i reperti dell’età del ferro che, a causa di una deplorevole dispersione di materiali verificatasi tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del secolo scorso, costituiscono una documentazione limitata all’ossuario biconico decorato dell’importante necropoli di Casaglia, in località Cerreta. Di altre probabili necropoli (Belorio, Bibbona) restano solo notizie e rinvenimenti sporadici. Un aspetto caratteristico del territorio costiero è costituito dalla presenza di ripostigli di bronzi, deposti nell’ottavo secolo e in secoli ancora più antichi, come il ricco deposito di Bambolo contenente armi, fibule ed elementi di bardatura equina. Le sale 3-4 e 5 raccolgono testimonianze di uno dei momenti più ricchi e significativi, l’età orientalizzante.
Le sistematiche esplorazioni da parte della Soprintendenza Archeologica hanno rivelato, presso Casale Marittimo, l’esistenza di un villaggio di capanne della fine del VIII secolo a cui si aggiunge nel VII secolo a.C. una serie di strutture palaziali. Le fortune del gruppo dominante sono rappresentate anche dalla necropoli in località casa Nocera. Una diversa situazione sociale è documentata dall’abitato di Guardistallo documentata da due fondi di capanne databili la seconda metà del VII secolo a.C., indizio probabile di un piccolo centro a vocazione agricola. Alcuni impianti tombali di dimensioni monumentali, le tombe a camera sotto tumulo (Casale Marittimo, Bibbona, Casaglia) Alla monumentalizzazione degli ambienti di sepoltura corrispondeva l’evidenza data alla struttura esterna, un alto tumolo di terra che segnava con la sua imponenza il territorio, esaltando lo status aristocratico dei titolari (sala VI). Una serie di splendidi cippi sepolcrali in marmo attestano l’esistenza in loco di gentes di non trascurabili possibilità economiche. La sala VII ospita cippi teste d’ariete del tardo VI e V secolo. L’esistenza di importanti vie di comunicazione tra la costa e l’interno è documentata dalla presenza di un significativo luogo di cui restano diversi bronzetti votivi tra cui il famoso "capro" rinvenuti a Bibbona. La sala VIII ospita la ricostruzione di una tomba a camera della necropoli volterrana di Badia La base economica agricola appare integrata dallo sfruttamento delle ricche risorse minerarie e da consistenti attività artigianali e di scambio. Le sale IX e X raccolgono testimonianze dell’antico porto di Volterra, Vada Volterrana, che fino all’epoca tardo romana fu uno dei principali scali marittimi del Tirreno e della costruzione della Via Aurelia, nel metà del III secolo che snodandosi lungo la costa univa Roma a Pisa, rivelando l’allineamento dell’élite volterrana con la classe dirigente di Roma. Il proliferare lungo la costa da Cecina fino a Pisa, di fornaci che tra il II secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C. producono anfore destinate al trasporto del vino locale è un chiaro indizio della prosperità del territorio. Significamente si fanno numerosi anche i rinvenimenti subacquei di questo periodo a testimonianza del pieno inserimento dell’area nella grande rotte commerciali della tarda età repubblicana e della prima età imperiale.del popolamento del territorio tra il primo e il secondo secolo d.C. sono testimonianza sepolture isolate, come la "cappuccina" da Belora con balsami in vetro e cristallo, o piccoli nuclei di tombe sparsi nel territorio. La sala XI ospita infine una scelta dei materiali più
significativi acquistati negli anni ’60 del secolo scorso in vista
della formazione a Cecina di un Antiquarium Comunale: ceramica italo –
geometrica, vasi in bucchero e impasto dall’etruria meridionale, un
piccolo nucleo di ceramica figurata attica e italiota, terrecotte votive
dall’Etruria e dalla Magna Grecia, vetri di età romana, un
consistente numero di oggetti in bronzo, vasellame, armi, fibule,
cinturoni, monete e altri suppellettili di epoche diverse. L’intento
fondamentale è quello di costituire un punto di partenza per l’esplorazione
storico\archeologica dell’intero territorio, ovvero i siti di scavo e
gli altri punti d’interesse storico\ambientale; con questa finalità
sarà impostata la parte didattica, ovvero i pannelli esplicativi e le
didascalie, che ospiteranno un’ampia documentazione fotografica dei
luoghi di provenienza dei reperti.
Suggestiva la visita all'imponente cisterna sotterranea, perfettamente conservata, che approvvigionava di acqua sia le grandi terme private che gli ambienti lavorativi.
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Sviluppo
a cura dell'U.O. Sistemi Informativi
e Tecnologici del Comune di Cecina |