WFD - Water Framework Directive

Applicazione sperimentale della
Direttiva quadro sull'acqua 2000/60/CE
(WFD)
nel bacino pilota del fiume Cecina (PRB)

 

 

Gruppo di lavoro
Tutela quantitativa dei
corpi idrici superficiali e sotterranei


Articolo 3

Tutela quantitativa dei corpi idrici superficiali e sotterranei

Obiettivi


1. Con il presente accordo si intende perseguire l’obiettivo di assicurare l’equilibrio fra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili nel bacino ed i diversi usi, esistenti e previsti, nel rispetto dei limiti di uso delle risorse e delle condizioni di recupero di "naturalità" dei corpi idrici.

In tale ambito le parti contraenti si impegnano a perseguire i seguenti obiettivi specifici:

a) soddisfacimento dei fabbisogni idrici sull’intero territorio per i vari tipi di utilizzo, fornendo risorse per ogni uso di idonea qualità nella priorità d’uso stabilità dalla legge;

b) perseguimento di usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche attraverso la riduzione dei consumi, il risparmio idrico ed il riutilizzo delle acque reflue depurate e l’eventuale utilizzo di acqua di mare per scopi industriali;

c) mantenimento della capacità naturale dei corsi d’acqua di autodepurarsi e di sostenere comunità animali e vegetali ampie e diversificate;

d) ripristino di adeguati flussi idrici negli alvei dei corsi d’acqua del bacino, con prioritario riferimento ai deflussi estivi e nel rispetto delle condizioni di naturalità;

e) riduzione, regolamentazione e controllo dei prelievi ed emungimenti e la rimozione dei fattori antropici maggiormente impattanti;

f) prevenzione e risanamento dei fenomeni di ingressione del cuneo salino.

 

Articolo 7

Tutela quantitativa delle acque del Bacino

Azioni

1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’art.3 e di dare attuazione alle previsioni e alle disposizioni comunitarie, nazionali e regionali in materia di bilancio idrico, sono individuate le seguenti azioni:

a) studio idrologico del fiume Cecina e acquisizione e analisi dei regimi idraulici su base storica;

b) modello idrogeologico del corpo idrico sotterraneo;

c) progetto e messa in opera di una rete di monitoraggio per la caratterizzazione quali-quantitativa dei corpi idrici superficiali e sotterranei, l’individuazione delle aree maggiormente compromesse ed il controllo temporale degli effetti determinati dagli interventi di risanamento;

d) censimento, classificazione e quantificazione delle derivazioni;

e) realizzazione di un sistema informativo automatizzato relativo alle derivazioni superficiali e sotterranee coordinato con le attività di cui all’art.13;

f) installazione di contatori per la misura delle quantità di acqua effettivamente prelevate;

g) determinazione del bilancio idrico di bacino e del minimo deflusso vitale;

h) analisi della sostenibilità degli usi idrici nel bacino e selezione di misure di risparmio idrico e uso plurimo delle acque quali: adozione di processi produttivi meno idroesigenti, riutilizzo delle acque reflue depurate, impiego di acqua di mare desalinizzata, pratiche irrigue a basso consumo idrico, ripristino di tecniche tradizionali per lo stoccaggio di acque meteoriche;

i) piena attuazione delle nuove competenze amministrative in materia di concessioni di derivazione ed attingimento;

j) definizione e applicazione di interventi finalizzati a contrastare l’intrusione del cuneo salino nella pianura costiera.

2. Le risorse già individuate per l’attuazione delle azioni di cui al comma 1 del presente articolo sono indicate nella tabella A.