WFD - Water Framework Directive

Applicazione sperimentale della
Direttiva quadro sull'acqua 2000/60/CE
(WFD)
nel bacino pilota del fiume Cecina (PRB)

 

 

Gruppo di lavoro
Tutela qualitativa


Articolo 4
Tutela qualitativa dei corpi idrici superficiali e sotterranei

Obiettivi


1. Con il presente accordo si intende tutelare e ripristinare lo stato qualitativo dei corpi idrici superficiali e sotterranei che fanno parte del bacino idrografico del fiume Cecina.

A tale scopo le parti contraenti si impegnano, anche attraverso il ricorso a tecniche di depurazione naturale, a perseguire i seguenti obiettivi specifici:

a) salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, alla balneazione e alla vita dei pesci e dei molluschi;

b) tutela delle aree sensibili, delle zone vulnerabili e delle aree di particolare pregio naturalistico;

c) prevenzione e riduzione dell’inquinamento da fonti puntuali e da fonti diffuse di origine civile, agricola ed industriale.


Articolo 8

Tutela qualitativa dei corpi idrici superficiali e sotterranei dall’inquinamento da fonti puntuali (urbane ed industriali)

Azioni


1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’art. 4, in relazione alla tutela dall’inquinamento da fonti puntuali di origine urbana, in aggiunta rispetto a quanto previsto all’art. 10 del presente Accordo, sono individuate le seguenti azioni

a) censimento e catasto degli scarichi di origine urbana comprendente:

- localizzazione informatizzata e georeferenziata;

- caratterizzazione quantitativa e qualitativa,

? identificazione dei corpi ricettori;

b) analisi delle pressioni e degli impatti determinati da fonti di inquinamento puntuali di origine urbana.

2. Per le stesse finalità di cui al comma 1, con riferimento all’inquinamento da fonti puntuali di origine industriale, sono individuate le seguenti azioni:

a) censimento e catasto degli scarichi di origine industriale comprendente:

- localizzazione informatizzata e georeferenziata;

- caratterizzazione quantitativa e qualitativa,

- identificazione dei corpi ricettori;

- tecniche impiegate nella gestione e nello smaltimento dei reflui;

b) analisi delle pressioni e degli impatti determinati da fonti di inquinamento puntuali di origine industriale;

c) definizione e applicazione di misure di prevenzione e riduzione dell’inquinamento da fonti puntuali di origine industriale, attraverso il ricorso alle migliori tecnologie di trattamento disponibili (BAT);

d) supporto all’innovazione dei cicli produttivi mediante l’applicazione di tecnologie meno inquinanti atte a eliminare l’impiego delle sostanze pericolose secondo quanto previsto dalla direttiva 76/464/CEE;

e) definizione di limiti specifici agli scarichi di sostanze pericolose in termini di concentrazioni massime ammissibili e di flusso di massa, nell’ambito dell’autorizzazione allo scarico ovvero dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al D.Lgs 372/1999 ed in conformità agli specifici obiettivi di qualità di cui all’art. 4 del decreto legislativo 152/99 previsti nei Piani di Tutela;

f) definizione del quadro di riferimento necessario alla predisposizione di specifici accordi integrativi con le aziende chiamate all’applicazione di limiti allo scarico più restrittivi rispetto a quelli previsti dal d.lgs. 152/99.

3. Per l’attuazione di quanto previsto ai commi 1 e 2 del presente articolo, sono individuate inoltre le seguenti azioni:

a) implementazione di modelli per l’analisi del trasporto degli inquinanti nelle acque superficiali e sotterranei ai fini di correlare lo stato di qualità del corpo idrico con la fonte inquinante e verificare in termini revisionali l’efficacia degli interventi di risanamento;

b) valutazione del rischio e analisi predittiva.

4. Le risorse già individuate per l’attuazione delle azioni di cui al comma 1 del presente articolo sono indicate nella tabella B.

Articolo 9

Tutela qualitativa dei corpi idrici superficiali e sotterranei dall’inquinamento da fonti diffuse Azioni


1. Ai fini di assicurare la tutela qualitativa dall’inquinamento da fonti diffuse dei corpi idrici superficiali e sotterranei, nonché delle acque costiere e marine, sono individuate le seguenti azioni:

a) individuazione e censimento delle fonti diffuse di inquinamento e perimetrazione delle aree interessate;

b) calcolo dei carichi inquinanti prodotti in agricoltura (fertilizzanti e fitofarmaci) e nelle aree urbane (dilavamento delle superfici impermeabili);

c) individuazione delle zone vulnerabili conformemente ai criteri previsti dalla legislazione comunitaria e nazionale di attuazione;

d) elaborazione ed impiego di modelli per la valutazione del rischio di inquinamento e per l’analisi predittiva;

e) adozione ed applicazione dei programmi di azione necessari a prevenire l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee causato da nitrati da fonti agricole;

f) adozione di pratiche gestionali finalizzate alla riduzione dei rilasci di azoto e delle sostanze pericolose contenute nei fitofarmaci, nell’ambito delle misure agro-ambientali e della buona pratica agricola di cui al Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 e del regime di monitoraggio e controllo previsto dal Marchio Agriqualità;

g) monitoraggio dei programmi di azione;

h) intercettazione delle acque di dilavamento dei suoli agricoli al fine di ridurre gli apporti di nutrienti, fitofarmaci e solidi sospesi;

i) realizzazione di ecosistemi filtro a monte della confluenza dei canali di bonifica nei corpi idrici ricettori;

j) manutenzione, gestione e controllo del reticolo dei canali di bonifica al fine di prevenire fenomeni di accumulo di sostanza organica marcescente e di sversamento abusivo di rifiuti liquidi o solidi;

k) implementazione delle migliori pratiche gestionali (BMP) per il contenimento dell’inquinamento diffuso di origine urbana dovuto al dilavamento delle superfici impermeabili.