Villa Guerrazzi alla Cinquantina

Villa Guerrazzi, la Cinquantina

Villa Guerrazzi nasce come fattoria, trasformata in residenza dallo scrittore livornese Francesco Domenico Guerrazzi, ospita oggi:

- il museo archeologico etrusco romano 

- il museo della vita e del lavoro della Maremma settentrionale

la Scuola Comunale di Musica "Sarabanda"

- la Scuola di Teatro "Artimbanco" 

- una sala polivalente per mostre e concerti.

Sotto il gazebo, nel suggestivo parco della Villa, possono essere celebrati matrimoni con rito civile.

UN PO' DI STORIA

Villa Guerrazzi sorge in località La Cinquantina, un toponimo che appare fin dal 1717 quando faceva parte del territorio comunale di Riparbella, prima di essere aggregata a Cecina nel 1892. Le ragioni del nome 'Cinquantina' sono da ricercarsi, secondo la tradizione popolare, nel fatto che il grano in questi terreni fruttava 'ben cinquanta volte il seme'. Più probabile in realtà che ad esservi seminato fosse una particolare varietà di granoturco, detto appunto 'cinquantino'.

L'inizio della costruzione di quello che sarebbe stato il nucleo originario della Villa, il Casone detto della Cinquantina, risale al 1768. Gli amministratori delle Regie Possessioni, ovvero dei beni privati della dinastia granducale regnante in Toscana, cui apparteneva allora tutto il territorio cecinese, miravano ad installarvi quattro famiglie di contadini, dando così un carattere di stabilità alla presenza umana in quella zona malarica, avviando nel contempo i primi interventi di bonifica. Il Casone, terminato nel 1772, era lungo 35 metri, largo 24 e alto quasi 10: consisteva in due ambienti molto grandi, adibiti a stalle per 60 buoi e, al secondo piano, gli ambienti per le famiglie coloniche, composti da un paio di camere e da una cucina con focolare annesso; successivamente nei pressi furono costruiti una cisterna e un locale per il riparo dei carri. 

Nel 1833, con la divisione in fondi di tutta la Tenuta Granducale, l'edificio della Cinquantina con i relativi terreni venne assegnato a due poderi e proprietario ne divenna il commerciante livornese Pietro Sivieri che li trasformò in una più elegante villa-fattoria, nucleo centrale e direttivo di una vasta serie di terreni. Nella seconda metà degli anni Sessanta la Cinquantina era ormai una fattoria di oltre 200 ettari, con terreni ben coltivati a mezzadria e altri alberati. Vi dimoravano tredici famiglie in otto case sparse ed altre tre vivevano nel fabbricato originario, residenza anche del fattore. Tutto questo vasto complesso fu acquistato nel dicembre 1867 da Francesco Michele Guerrazzi, nipote di Francesco Domenico, il celebre scrittore livornese, alla rilevante cifra di 269mila lire (proprio grazie alle risorse dello zio). Poco tempo dopo l'acquisto lo scrittore vi si trasferì definitivamente e fu lui stesso ad occuparsi della sistemazione del secondo piano della villa.

E' qui alla Cinquantina che Guerrazzi scrisse il suo ultimo romanzo, 'Il secolo che muore', uscito dopo la sua morte, nel 1873. La Cinquantina passò di mano in mano agli eredi fino a quando, nel 1975, non la acquistò il Comune di Cecina.  

 

Altre immagini
La Cinquantina negli anni Settanta
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